Il 20 novembre del 1989, i rappresentanti degli Stati di tutto il mondo, riuniti nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, approvarono all’unanimità i 54 articoli della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato sui diritti umani più condiviso e ratificato di tutti i tempi.

Dal 1991 la Convenzione è Legge anche nello Stato Italiano e ogni anno si rinnova la celebrazione di questa importante ricorrenza. Nonostante ciò, ancora oggi i diritti più basilari sono negati a milioni di bambini: il diritto alla salute, a una famiglia, a una corretta alimentazione e all’istruzione.

Scopri gli articoli della Convenzione, risolvi il crucipuzzle distribuito nelle farmacie aderenti il 18 novembre 2016 e diventa ambasciatore del messaggio nascosto. Scarica qui il pieghevole.

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NINNA HO, Il primo progetto nazionale contro l’abbandono neonatale

Ogni bambino ha diritto alla vita (art.6)

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Quanti sono i bambini abbandonati in Italia?
Tristi cronache di casi di neonati abbandonati in strada o nei cassonetti, sono solo l’apice di un fenomeno sommerso di cui non si conoscono i numeri reali poiché tanti bambini non vengono ritrovati. 56 donne su 80 mila decidono invece di non riconoscere il proprio bambino dopo il parto in ospedale (Ricerca ninna ho e SIN su 100 punti nascita italiani, 2014). Nel 62,5% dei casi si tratta di madri straniere e nel 37,5% di italiane, tra i 18 e i 30 anni nel 48,2% dei casi. Disagio psichico e sociale, paura di perdere il lavoro e difficoltà economiche sono i principali problemi che si celano dietro la decisione dell’abbandono e del non riconoscimento neonatale.

Per contrastare e prevenire l’abbandono in condizioni di rischio, il progetto ninna ho, ideato dalla Fondazione Francesca Rava e dal Network KPMG si impegna a diffondere un’informazione adeguata alla madri in difficoltà sulla possibilità consentita dalla legge italiana di partorire in anonimato presso le strutture ospedaliere.
Aiutaci anche tu a sensibilizzare e informare le donne in condizioni di disagio.
Se vuoi saperne di più: www.ninnaho.org